Ieri il Milan è stato sconfitto molto pesante dal Napoli per tantissimi motivi, ma uno è realmente più grande di tutti gli altri: la presenza in campo di Pato.
La prestazione allarmante. Cito testualmente dalla pagella che ho scritto ieri sera: “Pato 0 Gli arrivano 22 palloni, questo il bilancio: 16 palle perse (da una di queste nasce la rete del Napoli), un tiro fuori dal San Paolo, un colpo di testa alto a porta vuota, un cross in bocca a De Sanctis, 2 falli subiti, 1 passaggio completato in orrizzontale. In più 2 falli fatti 1 fallo di reazione e 2 simulazioni. Oggettivamente non può prendere di più di zero. Pato è un giocatore che non può vestire la maglia del Milan, è lui il vero grande problema. Riguardatevi la partita e riflettete.” Ecco, diciamo che la descrizione della sua partita non lasca spazio ad obiezioni, aggiungiamoci pure un fallo di frustrazione-reazione ed il quadro è completo.
Pato, investimento onerosissimo. Purtroppo la realtà è che la prestazione di ieri sera contro il Napoli, non è un episodio isolato, ma la normalità per un giocatore come Pato, sul quale il Milan ha puntato moltissimo pagandolo a peso d’oro l’estate del 2007, ma che di anno in anno è sempre regredito, senza mai dare alla causa rossonera un apporto concreto.
Europa addio. Nè Ancelotti, nè Allegri, i due allenatori di calcio che Pato ha avuto in queste stagioni al Milan, sono riusciti a metterlo sulla retta via; Pato si è solamente potenziato fisicamente, ma tecnicamente, tatticamente, mentalmente è un pianto. Non è un caso che il suo arrivo abbia coinciso con il periodo più buio in Europa da quando Berlusconi è proprietario della squadra; addirittura il 2008 è stato l’unico in sette anni di gestione Ancelotti nel quale il Milan non ha partecipato alla Champions League ed i rosa c’erano giocatori come Seedorf, Pirlo, Nesta e compagnia bella.
Milan distrutto. L’anno passato il periodo nel quale il Milan ha messo in cascina la mole di punti necessari a conquistare lo Scudetto Pato era fermo per infortunio o in panchina per scelta tecnica; purtroppo i mezzi di comunicazione nella stragrande maggioranza dei casi non vedono o fanno finta di non vedere, e al primo gol lo esaltano come fosse un fenomeno. Si inventano pure che il Milan quest’estate abbia respinto un’offerta del Chelsea. La realtà dei fatti dice però che Galliani, uno che di Champions League ne ha vinte cinque sa benissimo che l’investimento non si è rivelato vincente, ma ora liberarsene è diventato molto complicato, anche se necessario.
Re di Spagna a chi? Si perchè uno che gioca come ieri sera contro il Napoli, è solamente dannoso per la sqadra; un giocatore egoista, fuori ritmo, anarchico, al quale del Milan non interessa nulla, visti gli atteggiamenti che ha. Eppure dopo mercoledì qualcuno ha parlato di Re di Spagna: forse perchè segnò una doppietta al più agghiacciante Real Madrid della storia (gestione Pellegrini), per poi comunque finire secondo nel girone di Champions League due anni fa, ed essere eliminato negli ottavi, o per avere superato due centrocampisti trasformati in difensori centrali in una partita contro il Barcellona, nella quale per il resto non ha tenuto un pallone sfinendo i propri compagni?
Le pagelle di Napoli – Milan 3-1
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