Costa d’Avorio-Zambia 0-0 (7-8 dcr)

La coppa d’Africa ha proclamato ieri sera il vincitore, che a sorpresa è lo Zambia.

Libreville, nel destino dello Zambia. Nel 1993 proprio a Libreville, luogo della finale di ieri, la squadra dello Zambia, impegnata allora nelle qualificazioni mondiali per Usa ’94, non arrivò mai a giocare quello scontro con il Gabon, perchè l’aereo che trasportava la squadra rimase vittima di un incidente che costò la vita a ben 18 membri di quella squadra ad un passo da una storica qualificazione mondiale. A distanza di 19 anni Libreville diventa nuovamente una tappa storica di questo paese, questa volta però in senso positivo. Lo Zambia si è laureato campione continentale, e presidente della federazione è uno dei superstiti di quel maledetto incidente di vent’anni fa, Bwalya, che non voleva venire a Libreville per la finale, ma alla fine convinto dagli stessi giocatori a vedere dal vivo la partita ha vinto la paura di quel ricordo con la gioia per la coppa conquistata.

Renard, l’alchimista francese dello Zambia. Artefice in panchina di questo miracolo sportivo è Herve Renard, allenatore classe ’68, sconosciuto ai più per un’anonima carriera da calciatore del Cannes. Il progetto allo Zambia inizia nel 2008, lavoro interrotto dopo aver fallito la qualificazione ai mondiali sudafricani. La parentesi all’Angola e il ritorno allo Zambia proprio nel 2011 per qualificarsi alla coppa d’Africa. Il progetto ha dato risultati incredibili durante questo secondo mandato, e la conquista della coppa è il coronamento di un progetto che crede ora forte in una storica qualificazione ai mondiali del 2014.  Fautore di un 4-4-2 che all’occorenza si trasforma in partita in un 4-3-3, Renard ha avuo il merito di mettere tutti i membri della sua rosa allo stesso livello,considerando tutti come titolari e alternandoli nelle partite disputate. In finale ad esempio ha giocato dal primo minuto Lungu al posto del titolarissimo Chamanga, ruoli invertiti rispetto alla semifinale con il Ghana. Scelte che hanno reso ancor più imprevedibile lo Zambia agli occhi degli avversari.

La finale, Costa d’Avorio-Zambia. La partita parte subito a mille, merito di Sinkala che al terzo minuto impegna con una bordata il portiere degli ivoriani. La Costa d’Avorio paga la tensione e non riesce ad imprimere il suo ritmo alla partita. Sinkala e Kalaba sono delle schegge impazzite, imprendibili per gli ivoriani, che a quel ritmo non riescono a costruire. Così dopo 45 minuti è ancora 0-0. Zahoui allora decide di richiamare in panchina Kalou, anonimo nel primo tempo, e di mettere in campo al suo posto Gradel. La mossa ottiene l’effetto sperato, e così gli ivoriani guadagnano il rigore che Drogba sbaglia clamorosamente, il suo secondo in questa coppa. Un errore che comunque non tramortisce la Costa d’Avorio, più intraprendente del primo tempo e ancora vicinissima al gol con Gradel, il cui tiro si ferma a pochi centimetri dalla linea di porta allo scadere dei 90 minuti. Si va ai supplementari dove la Costa d’Avorio comincia ad avere paura, soprattutto dopo il palo di Katongo dello Zambia. Neanche i supplementari però bastano, ci vogliono i rigori. Drogba questa volta segna il suo, mentre al 15esimo tiro è Kolo Toure a commettere il primo errore; Kalaba può chiudere la lotteria a favore dello Zambia, ma sbaglia anche lui calciando alto. Si continua e va notato che dopo 16 rigori Gervigno, una delle stelle della Costa d’Avorio, non ha ancora tirato. Dopo Toure arriva proprio il suo turno e il talento dell’Arsenal mostra a tutti l’enorme tensione che sente addosso, esitando per un attimo a calciare salvo poi correre verso il dischetto. La tensione di Gervigno è l’epilogo alla partita: rigore alto sopra la traversa, altro macht point per lo Zambia. Questa volta è il difensore Sunzu a calciare, la palla finisce in rete e lo Zambia vola ad esultare per la vittoria.

Costa d’Avorio eterna incompiuta. L’anno prossimo, per evitare la concomitanza con il mondiale del 2014, si disputerà nuovamente la coppa d’Africa, e per gli ivoriani a distanza di un solo anno potrebbe essere una nuova occasione. I talenti, compreso Drogba, non saranno poi così vecchi per una anno in più sulle gambe. Quello che preoccupa è che questo discorso è stato fatto già negli ultimi 10 anni, dove su quattro edizioni da strafavoriti gli ivoriani hanno sempre fallito. Si, sono cambiati giocatori e allenatori, ma il risultato è stato sempre lo stesso: fallimentare.

Le pagelle

Costa d’Avorio: Copa 5,5; Toure 6, Zokora 5,5, Gosso 6; Tiote 6, Tiene 5,5; Bamba 5,5, Toure Y. 5; Kalou 4, Gervigno 4, Drogba 5. Entrati durante la partita: Gradel 6,5, Konan 5,5, Bony 6

Zambia: Mweene 8; Musonda 7,5, Himonde 7,5, Nkausu 6,5, Sunzu 7,5; Chansa 6,5, Sinkala 8, Kalaba 7,5, Lungu 6,5; Katongo 7, Myuka 7. Entrati durante la partita: Mulenga 6,5, F. Katongo 6,5

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Biografia dell'autore

Da buon laureato in Filosofia studio lo sport come fosse una scienza. La mia passione sportiva è a 360°, coinvolgendo tutto il panorama sportivo mondiale. Così spazio dai motori allo sci nordico, dal calcio al basket, dal tennis al rugby, dal ciclismo all'atletica, con la propedeutica di uno studio approfondito e dettagliato. Competenza e conoscenza storica infatti sono elementi che ritengo fondamentali quando si parla di sport, ed io con spirito filosofico cerco sempre di tenerlo presente nella stesura dei miei articoli. Infine sullo sfondo della filosofia amo abbozzare ritratti di sport, ricostruendo in modo innovativo e anticonformista biografie o particolarità di personalità che ritengo meritevoli. Insomma sono un portavoce di una nuova forma di episteme applicata allo sport. segui @giovannimarot

2 Commenti

  1. Bwara scrive:

    Grandi come sempre! Non fate le pagelle sulla finalina Terzo-Quarto posto?

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