I giocatori del Bologna festeggiano il meritato successo; sullo sfondo un Cambiasso sconsolato (fonte foto: daylife.com)

Dall’incredibile striscia vincente a banca di punti per chi ne ha bisogno; è disastroso l’andamento delle ultime cinque partite dell’Inter dove i nerazzurri hanno “guadagnato” solo un punto non approfittando del calendario favorevole. Oggi a San Siro è arrivata una nuova sconfitta per 3-0, merito di un ottimo e coraggioso Bologna che inizialmente arretrato sfrutta al massimo le amnesia difensive da Nagatomo a Ranocchia. Torna alla doppietta Marco Di Vaio a un anno dalla precedente e al gol Robert Acquafresca dopo la rete a Napoli. Nella partita di Palermo si sono infranti i sogni scudetto per i nerazzurri, ma a questo punto diventa sempre più difficile anche raggiungere la zona Champions con Lazio e Udinese pronte ad approfittare dell’ennesima sconfitta interista. Il Bologna con la vittoria si allontana dalla zona retrocessione e con la possibilità di affrontare il campionato di Serie A con più serenità.

Primo Tempo – L’Inter impone subito il suo gioco, con l’impressione di cancellare le ultime quattro partite e prendersi i tre punti, provandoci prima con Sneijder, due volte con Maicon di testa e forse la più clamorosa con Forlan che conquista un ottimo pallone ma infrange contro Gillet. Al 37′ arriva il gol di Marco Di Vaio che rimane da solo, lasciato libero da Nagatomo che accentrandosi si dimentica di marcare l’attaccante del Bologna che riceve palla e facilmente la mette dentro, nemmeno il tempo di prendere palla e provare la ribalta che un incredibile ingenuità di Ranocchia permette ancora a Di Vaio di segnare e firmare la sua doppietta, il primo tempo si chiude  tra i fischi.

Secondo Tempo – L’Inter ha bisogno di un impresa per ribaltare la partita, ma la scintilla non arriva e non si vede la reazione neroazzurra. Qualche filo di gioco arriva con l’ingresso in campo di Andrea Poli al posto di uno spento Forlan, che dà più gioco alla propria squadra e permetta di essere  più pericolosa, ma all’87′ il neo-entrato del Bologna Robert Acquafresca  mette a segno il suo quarto gol stagionale chiudendo definitivamente la partita. Duro segnale dal Presidente dell’Inter Moratti che a dieci minuti dal termine della partita abbandona lo stadio.

Le pagelle dell’Inter: Julio Cesar 5, Nagatomo 3, Ranocchia 3, Lucio 4,5, Cambiasso 4,5, Zanetti 4,5, Faraoni 5 (Castaignos 4), Sneijder 4,5, Forlan 4 (Poli 6), Pazzini 5 All. RANIERI:4

Le pagelle del Bologna: Gillet 7.5, Raggi 6, Portanova 6, Antonsson 6,  Garics 6, Perez 6.5, Mudingayi 6, Morleo 6.5, Ramirez 6.5 (Kone 6), Diamanti 6 (Taider 6), Di Vaio 7.5 ( Acquafresca 7) All. PIOLI: 7

*Articolo scritto da Marco Morena

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2 Commenti

  1. Victor Hasbani scrive:

    Volevo sottolineare una splendida iniziativa di Inter e Bologna: oggi a San Siro ogni tifoso ha trovato un volantino che ricordava il mitico Arpad Weisz, mitico allenatore dei nerazzurri e dei rossoblù. Così recitava il testo:
    Milano – Il 27 gennaio 1945, vengono aperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Un anno prima, il 31 gennaio 1944, Arpad Weisz, si arrende alla finale di orrore che la vita gli ha riservato. Ad Auschwitz muore, è l’ombra di quello che è stato, i suoi due bambini, Clara e Roberto, e sua moglie Elena sono già stati uccisi dalla follia nazista. Lui è l’allenatore con cui l’Inter, allora Ambrosiana, ha vinto il primo campionato a girone unico della storia, nel 1929-30, e con il Bologna ha poi conquistato due scudetti, nel 1935- 36 e nel 1936-37, e il trofeo dell’Expo a Parigi. La vita di Arpad Weisz è la storia di un ungherese brillante, nato a Solt, il 16 aprile 1896, ebreo, buon calciatore e ottimo allenatore, un precursore nell’attenzione scientifica che mette nella sua professione. Viaggia molto, vince molto. Scopre lui Giuseppe Meazza, lo fa debuttare adolescente all’Inter in Coppa Viola a Como. Nel ‘38, la famiglia Weisz deve andarsene dall’Italia, il fascismo ha messo in vigore le leggi razziste. Si trasferisce a Parigi, ma neppure qui si sente al sicuro. Meglio l’Olanda. L’ultima tappa della sua carriera è Dordrecht, 50.000 abitanti e una squadra che è oggettivamente un passo indietro, ma ormai la sua è una carriera già in fuga dal nazismo. Da qui, per i Weisz ci sarà solo l’ultimo viaggio verso Auschwitz. F.C. Internazionale Milano e Bologna F.C., insieme, ricordano Weisz, soprattutto non dimenticano. Milano, 17 febbraio 2012”.
    Complimenti per l’iniziativa!

  2. Jacopo Barbieri scrive:

    Colpa dell’arbitro. Di Vaio è nettamente in fuorigioco al momento dell’assist di Ranocchia! asd

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